A partire da giovedì 31 gennaio si potranno incontrare quattro scrittori che si racconteranno attraverso le storie, i luoghi e i personaggi narrati nei loro libri.
Barbara Cassani cura l'ufficio stampa dell'ambasciata dell'Azerbaijan in Italia e con il suo primo libro ci porta per le strade di Baku, antica città affacciata sul mar Caspio, tra nuove architetture e il fascino della città vecchia, a bordo di un taxi viola sul quale si incrociano le paure e i sogni dei protagonisti.
Paolo Di Paolo, scrittore e collaboratore di importanti testate giornalistiche, ci parla delle sue letture: da Tom Sawyer al giovane Holden, da Jane Eyre a Raskòl'nikov e ai personaggi di Roth. Leggendo, “possiamo vivere il non ancora vissuto e il mai vivibile, dichiararci a qualcuno con un coraggio mai avuto, percepire un dolore che somiglia al nostro o solo sapere che esiste. Perchè la letteratura ci racconta”.
Valerio Callieri, nel suo libro di esordio, vincitore dellla XXVIII edizione del premio Calvino, ci porta in un bar di Centocelle, periferia di Roma, adesso gestito da un cinese ma in passato di proprietà del padre, morto nel mezzo di una sparatoria. Una morte che all'improvviso non è più chiara: il ritrovamento di una cornice, contenente tre monete celebrative degli scudetti della Roma, suscita molti dubbi sul passato del padre, che i due figli e fratelli tentano di ricostruire. Attraverso una ricerca stilistica, un gioco di sogni e realtà, Callieri ricostruisce un periodo della nostra storia.
Gaja Lombardi Cenciarelli, scrittrice e docente, nel suo ultimo romanzo, con una scrittura efficace e piena di ritmo, attraverso la protagonista, un medico oncologo, parla di amore e odio, salute e malattia fisica e mentale.
A curare gli incontri Fabrizio Patriarca: collabora con West Egg Editing, scrive di viaggi e letteratura di viaggio per Alfabeta2, nel 2016 ha pubblicato con 66thand2nd Editore il romanzo "Tokyo Transit". E' in uscita a febbraio il suo ultimo libro, edito da minimum fax.
Gli incontri si chiuderanno con un assaggio di prodotti e vini locali. I bibliotecari, con l'aiuto di Roberto Muzi e Roberto Liberati, sono andati alla ricerca di aziende vinicole e artigiani del cibo, riuscendo ad abbinare ad ogni scrittore un vino e una pietanza dolce o salata.