Di Bellezze, il sangue prende ispirazione dalla vicenda reale di Bellezze Orsini, arrestata e processata nel 1528 con l’accusa di stregoneria. Il suo caso è unico nella storia dei processi del Centro Italia: un processo civile, privo dell’intervento dell’Inquisizione, fondato anche sulla testimonianza diretta dell’accusata, che scrive di proprio pugno una supplica al giudice nel tentativo estremo di salvarsi la vita.
Bellezze è una donna colta, intelligente, guaritrice esperta di erbe e fiori, inserita in un sistema di poteri locali che tollera e utilizza il suo sapere. La sua forte personalità, la libertà nel desiderio e nell’agire, la rendono una figura profondamente moderna e, proprio per questo, pericolosa. In un contesto segnato da superstizione, violenza e catastrofi collettive, il dolore cerca un colpevole: Bellezze diventa il bersaglio ideale.
Lo spettacolo non ricostruisce il processo né mette in scena sabba o demoni. La sua forza risiede nel carteggio, nelle parole strappate dalla tortura, nella lucidità disperata di una donna che comprende di non avere più via d’uscita. La confessione diventa strategia di sopravvivenza, poi testamento.
Un testo recitato da Astra Lanz con la drammaturgia di Guido Barbieri.
Accompagnamento musicale barocco con strumenti antichi ed illustrazione coreografica dell'epoca.
A cura dell'Associazione A.B.Michelangeli in collaborazione con "I Concerti nel Parco"