dal 14 al 18 ottobre dal mercoledì al venerdì h 21, sabato h 19, domenica h 17
Prima nazionale mercoledì 14 ottobre h 21
L’OROLOGIO AMERICANO di Arthur Miller
traduzione Cristina Viti
regia Elio De Capitani
scene e costumi Carlo Sala
musiche originali e arrangiamenti Mario Arcari eseguite dal vivo
con gli attori della Compagnia dell’Accademia: Angelica Barelli, Alessandro Buono, Melissa Del Carmen Chaigan, Chiara Casarin, Laura Cestaro, Flavio D’Andrea, Edoardo De Padova, Anna Demichelis, Luca Duarte Di Gangi, Vittorio Maria Mearelli, Giorgio Petrotta, Gabriele Maria Pizzurro, Caterina Rugghia, Pietro Saccomani, Nicola Tagliatori, Chiara Tognarini, Chiara Trombini, Nicola Vantaggi
luci Nando Frigerio
suono Hubert Westkemper
assistente alla regia Alessandro Frigerio
assistenti di regia allievi Alessia Giglio e Gennaro Madonna
assistente scene e costumi Ambra Santanicchio
costruzione scene Tommaso Frigerio
scene e costumi realizzati dal Teatro dell’Elfo con la collaborazione degli allievi dell’Accademia di Brera: scenografi stagisti Giada Genoni, Martina Mazzoleni, Fabio Sciacca, Sofia Villapiano, Shujin Zhao
sarti stagisti Lorenzo Talamonti, Aurora Torre, Chiara Cavazza, Benedetta Bodini
maschere realizzate dalla classe di trucco e maschera dell’Accademia di Brera della prof.ssa Donatella Mondani
co-produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Teatro dell’Elfo
Nel 1927, all’apice del boom, ho letto la notizia che la Società Aeronautica Wright aveva in costruzione l’aereo con cui Lindbergh avrebbe fatto la traversata dell’Atlantico. Così ho comprato le azioni della Wright. Bene, quelle azioni sono salite da uno a sessantasette nel giro di una mattinata. E fu quel giorno che io smisi di credere nel boom permanente: solo un’illusione si può moltiplicare per sessantasette in tre ore. Quel giorno stesso ho iniziato a uscire dal mercato. Nel giro di due anni, tutto andò a catafascio.
(Arthur Robertson in L’orologio americano)
Elio De Capitani sceglie ancora Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli che ha già affrontato) al suo testo più innovativo. L’orologio americano, composto nel 1980, aspira a un’originale forma di teatro totale, che risente della lezione di Brecht – sia quello espressionista dei primi drammi che agli sviluppi successivi del teatro epico – per portarla verso esiti totalmente inediti, ispirandosi a un genere teatrale tipicamente americano, il vaudeville. È un testo corale e perfetto per mettere alla prova la giovane Compagnia dell’Accademia, formata da attori e attrici che hanno appena concluso il percorso di studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.
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