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Un arco per la pace
 
 
Dove e Quando
Sala Tersicore del Palazzo Comunale
Piazza Cesare Ottaviano Augusto - Velletri (RM)
GIO 4 GIUGNO 2026 - ore 17:30

Come
Evento per: Adulti, Giovani, Senior
Prenotazione: No
Per informazioni
Tel: 3299895113
 

"Da Scipione Caffarelli Borghese : Un Arco per la Pace": conferenza tenuta dal Prof. Vittorio Frosi.

L'arco Borghese di Artena, una bellissima opera in conci di tufo e merlatura di pietra, opera dell'architetto Giovanni Vasanzio, completato nel 1620, rappresenta il manifesto politico della rinascita barocca di Montefortino promossa dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese.
Il monumento, parte integrante del piano urbanistico del feudo, simboleggia la trasformazione del territorio dopo l'acquisto borghesiano del 1615.
Il prof. Frosi analizzerà minuziosamente l'architettura della struttura, la sua valenza simbolica, le vicissitudini che legano i Montefortini ai Veliterni, durante le guerre tra il papato e l’impero spagnolo, fratelli accoglienti.

« Il Cardinale Scipione Caffarelli Borghese acquistò il feudo di Montefortino (l'odierna Artena) dai Colonna nel 1614. Da mecenate illuminato e amante del bello, avviò un grandioso progetto di riqualificazione urbanistica che trasformò profondamente il borgo. L'obiettivo era creare una struttura che unisse la vita civile, il riposo dei viaggiatori e il controllo del feudo, modificando la viabilità del paese tramite la costruzione di una serie di archi e rampe che culminavano nell'imponente Piazza della Vittoria.
L'Arco Borghese di Artena, una bellissima opera in conci di tufo e merlatura di pietra, opera dell'architetto Giovanni Vasanzio, completato nel 1620, rappresenta il manifesto politico della rinascita barocca di Montefortino promossa dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese. Il monumento, parte integrante del piano urbanistico del feudo, simboleggia la trasformazione del territorio dopo l'acquisto del 1615.
Il prof. Frosi analizzerà minuziosamente l'architettura della struttura, la sua valenza simbolica, le vicissitudini che legano i Montefortini ai Veliterni, i quali, durante le guerre tra il papato e l’impero spagnolo, divennero fratelli accoglienti per gli abitanti di Montefortino costretti a fuggire e a cercare rifugio nei territori vicini. L'ospitalità offerta ai profughi di Montefortino rappresenta uno dei primi grandi episodi di accoglienza documentati nella storia della diocesi veliterna. » (Anna Morsa)

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"Da Scipione Caffarelli Borghese : Un Arco per la Pace": conferenza tenuta dal Prof. Vittorio Frosi.

L'arco Borghese di Artena, una bellissima opera in conci di tufo e merlatura di pietra, opera dell'architetto Giovanni Vasanzio, completato nel 1620, rappresenta il manifesto politico della rinascita barocca di Montefortino promossa dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese.
Il monumento, parte integrante del piano urbanistico del feudo, simboleggia la trasformazione del territorio dopo l'acquisto borghesiano del 1615.
Il prof. Frosi analizzerà minuziosamente l'architettura della struttura, la sua valenza simbolica, le vicissitudini che legano i Montefortini ai Veliterni, durante le guerre tra il papato e l’impero spagnolo, fratelli accoglienti.

« Il Cardinale Scipione Caffarelli Borghese acquistò il feudo di Montefortino (l'odierna Artena) dai Colonna nel 1614. Da mecenate illuminato e amante del bello, avviò un grandioso progetto di riqualificazione urbanistica che trasformò profondamente il borgo. L'obiettivo era creare una struttura che unisse la vita civile, il riposo dei viaggiatori e il controllo del feudo, modificando la viabilità del paese tramite la costruzione di una serie di archi e rampe che culminavano nell'imponente Piazza della Vittoria.
L'Arco Borghese di Artena, una bellissima opera in conci di tufo e merlatura di pietra, opera dell'architetto Giovanni Vasanzio, completato nel 1620, rappresenta il manifesto politico della rinascita barocca di Montefortino promossa dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese. Il monumento, parte integrante del piano urbanistico del feudo, simboleggia la trasformazione del territorio dopo l'acquisto del 1615.
Il prof. Frosi analizzerà minuziosamente l'architettura della struttura, la sua valenza simbolica, le vicissitudini che legano i Montefortini ai Veliterni, i quali, durante le guerre tra il papato e l’impero spagnolo, divennero fratelli accoglienti per gli abitanti di Montefortino costretti a fuggire e a cercare rifugio nei territori vicini. L'ospitalità offerta ai profughi di Montefortino rappresenta uno dei primi grandi episodi di accoglienza documentati nella storia della diocesi veliterna. » (Anna Morsa)

 
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