"El Greco allo Specchio. Due dipinti a confronto": mostra che vuole mettere in dialogo due piccoli capolavori del grande artista El Greco, nato nel 1541 a Candia (odierna Iraklion) nell’isola di Creta e morto a Toledo in Spagna nel 1614.
In esposizione un dipinto inedito, "Il Redentore", un piccolo olio su tavola (cm 45 x 29) realizzato intorno al 1590-1595 e custodito nella sala degli Ambasciatori dell’Appartamento Pontificio delle Udienze del Palazzo Apostolico Vaticano. "Il Redentore" apparteneva alla collezione dell’intellettuale e politico cattolico spagnolo José Sánchez de Muniáin, che lo donò nel 1967 a Paolo VI.
L’opera, incompresa per mancanza di indagini e di studi che ne decifrassero l’immagine ed evidentemente incompiuta, ha subito un inevitabile degrado fino agli anni ’60 del Novecento, quando presumibilmente è stata ridipinta. La rivalutazione del grande artista cretese incrementò la richiesta di sue opere e con essa la produzione di falsi. È in questo contesto che il nostro dipinto fu oggetto di un rifacimento da parte di un ignoto falsario, che ne occultò le stesure originali, ricalcando sommariamente l’immagine del Cristo.
"Il Redentore" è stato recentemente sottoposto a restauro nel Laboratorio di Restauro dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani diretto dal Maestro Restauratore Paolo Violini. L’intervento conservativo, condotto dal Maestro Restauratore Alessandra Zarelli e accompagnato da analisi scientifiche eseguite dal Gabinetto di Ricerche Scientifiche diretto da Fabio Morresi, ha reso possibile la scoperta inaspettata ed emozionante di un vero palinsesto pittorico al di sotto della superficie del dipinto, che presenta due stesure sottostanti con abbozzi di altrettante opere di El Greco.
La pulitura ha recuperato accuratamente le stesure originali, scoprendo gradualmente anche quello di cui non era sicura la presenza. Tutti i dati, comparati con quelli di altri dipinti dell’artista, hanno confermato la piena autografia dell’opera.
"Il Redentore" è accostato in mostra a una piccola tempera su tavola (cm 28 x 20) raffigurante San Francesco che viene in prestito dalla Fondazione A. e M.A. Pagliara dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, un capolavoro giovanile databile intorno al 1570, quando l’artista era documentato a Roma ed era già transitato per le botteghe veneziane di Tiziano e del Tintoretto.
Il dipinto è esemplato su un’invenzione tizianesca ed è caratterizzato dalla presenza di frate Leone, una figura che dall’inizio del soggiorno spagnolo di El Greco sarebbe stata abbandonata, per poi fare nuovamente la sua comparsa negli anni finali del maestro cretese.
L’esposizione dei due dipinti vuole essere un omaggio al Pontefice Leone XIV, nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.