Presentazione del Piano per la difesa e la conservazione degli ecosistemi forestali dei Castelli Romani.
Durante la giornata interverranno esperti forestali, ecologi, tecnici, ricercatori, operatori del settore, associazioni e membri delle istituzioni, che presenteranno dati aggiornati sullo stato delle foreste naturali e del ceduo castanile, sulle sfide imposte dai cambiamenti climatici e sulle soluzioni offerte dalla silvicoltura ecologica e dalla rigenerazione ambientale.
La difesa delle foreste dei Castelli Romani: anni di vigilanza, denuncia e tutela attiva da parte delle associazioni ambientalisteLe foreste dei Castelli Romani sono uno dei patrimoni naturalistici più importanti del Lazio: un mosaico di biodiversità, boschi autoctoni, habitat protetti, sorgenti e corridoi ecologici. Da decenni, però, questo patrimonio è fragile e costantemente minacciato da incendi illegali, pressioni antropiche, cattive pratiche forestali, tagli irregolari e mancati controlli.In questo contesto, un ruolo fondamentale è stato svolto dalle associazioni ambientaliste del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, insieme a cittadini, tecnici, naturalisti e volontari che hanno dedicato migliaia di ore alla protezione diretta del territorio.Un impegno storico che ha cambiato il destino dei Castelli RomaniFu grazie alla mobilitazione dei volontari ambientalisti che, negli anni Ottanta, nacque il Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, uno dei primi esempi italiani di partecipazione popolare per la creazione di un’area protetta.Non solo: la pressione costante delle associazioni ha permesso, negli anni successivi, di reintrodurre nella perimetrazione del Parco circa il 44% delle foreste che inizialmente erano rimaste escluse. Un risultato straordinario ottenuto senza mezzi istituzionali, ma con determinazione, passione e presenza sul campo.Una vigilanza continua nei boschi: le azioni degli ultimi anniNegli ultimi anni il Coordinamento Ambientalista ha svolto un’intensa attività di monitoraggio, denuncia e presenza attiva nei boschi, spesso sopperendo alla carenza di controlli istituzionali.Qui alcune delle principali azioni documentate:2019 – Doganella (Rocca Priora)• Taglio di alberi autoctoni da parte di ignoti.• Segnalazione immediata al Nucleo Guardiaparco.2021 – Lanuvio• Tagli e capitozzature di alberi autoctoni in un fosso protetto.• Denuncia ai Carabinieri Forestali.2021 – Albano Laziale (Bosco dei Cappuccini)• Taglio e capitozzatura di alberi monumentali.• Segnalazione ai Guardiaparco.2023 – Rocca di Papa• Una delle più gravi devastazioni degli ultimi decenni:decine di migliaia di querce e altre specie autoctone tagliate in una delle aree a più alta biodiversità.• Denuncia ai Guardiaparco e segnalazione al Comune.• In attesa di riscontro definitivo.2023 – Lago di Nemi (Via di Perino)• Taglio di alberi sul costone.• Segnalazione al Comune di Genzano e successiva denuncia ai Carabinieri Forestali.2024 – Rocca di Papa (stazione di Quercus crenata)• Segnalazione urgente per proteggere una delle rare stazioni di Quercus crenata (ibrido naturale di quercia di grande valore ecologico).• Nonostante la segnalazione, alcune piante rare risultano abbattute nel 2025.2025 – Disturbo alla fauna forestale nel lago di Nemi• Denuncia congiunta con Legambiente Appia Sud - "IL Riccio" APS e WWF.2019–2022 – Monte Artemisio (ZSC “Monte Artemisio”)• Presunte irregolarità nei tagli boschivi, tra cui:• prolungamento dei tagli oltre i tempi autorizzati,• taglio di più matricine del previsto,• abbattimento di querce, aceri e carpini autoctoni.• Denunce ai Guardiaparco e ai Carabinieri Forestali.Attività antibracconaggioLe Guardie volontarie dell’Accademia Kronos - Tutela Animali ed Ecosistema , impegnate nel territorio, hanno individuato e permesso la rimozione di altane alte fino a 15 metri usate per la caccia illegale agli uccelli migratori all’interno del Parco.Ma non solo denunce: tutela, educazione, scienza e partecipazioneAccanto alle segnalazioni, le associazioni del Coordinamento Ambientalista portano avanti:• progetti di monitoraggio scientifico su fauna e flora;• mappatura delle discariche e dei punti a rischio;• attività di educazione ambientale nelle scuole e con gli scout;• campagne di ripristino habitat, riforestazione e cura del territorio;• campagne antincendio boschivo;• la redazione partecipata del Piano per la difesa e la conservazione degli ecosistemi forestali dei Castelli Romani, documento tecnico-scientifico proposto alle istituzioni.“Noi i boschi li viviamo, li conosciamo e li difendiamo”Mentre spesso si parla di foreste senza conoscerle, senza percorrerle e senza ascoltare chi da anni le protegge, i volontari del Coordinamento continuano a fare ciò che hanno sempre fatto:vivere il territorio, difenderlo, denunciarne gli abusi e costruire soluzioni reali e sostenibili.Un appello alle istituzioni: lavorare insieme, con trasparenzaLe associazioni chiedono maggiore:• collaborazione istituzionale,• controllo del territorio,• trasparenza nei processi decisionali,• tutela effettiva della biodiversità.Il futuro delle foreste dei Castelli Romani dipende da scelte coraggiose, basate sulla scienza e sulla partecipazione.