Alcazar: il rifugio: spettacolo di Gianni Clementi.
Regia di Laura Teodori.
Roma, inverno tra il 1943 e il 1944, seconda guerra mondiale. I nazisti sentono l‘avvicinarsi della sconfitta e seminano il terrore. Bombardamenti quotidiani, rastrellamenti, deportazioni, fame e miseria. Una scalcinata compagnia di varietà si riunisce in una cantina adibita a rifugio antiaereo per provare un nuovo spettacolo con l’intenzione di portarlo in tournée.
Un improvvisato impresario e capocomico, la sua testarda figlia, due ballerine di terza fila, non più di primo pelo e in perenne conflitto fra loro, un ballerino gay, un operaio che si improvvisa ballerino, un attore con la “A” maiuscola, affamato ma ricco di charme, una donna di vita e un ufficiale tedesco. Questi i personaggi del bellissimo testo di Gianni Clementi in cui si alternano con meravigliosa simmetria la comicità e il dramma. Scritto in dialetto romano, noi abbiamo inserito anche altri dialetti, rispecchia l’intenzione dell’autore di aderire ad un linguaggio più umano perché popolare con battute divertenti ed espressioni taglienti ma mai volgari.
L’ambizione della strampalata compagnia è di andare in scena a tutti i costi all’Alcazar, teatro tempio del varietà … ma alcázar in spagnolo vuol dire “fortezza”, ecco il vero rifugio.
Le lunghe prove sono l’unico modo per non pensare all’orrore e al dolore della guerra, esorcizzare il pensiero della morte e far fiorire persino dei germogli d’amore.