Roma di Nikolaj Vasil'evič Gogol'.
Lettura drammatizzata di e con Giacomo Zito. Al violoncello Chiara De Santis. Contributi musicali a cura di Maurizio D'Alessandro.
Un sorprendente viaggio nel tempo, alla scoperta di un autore straordinario, Nicolaj Gogol’ – considerato il padre del realismo nella letteratura russa – che in Roma riesce in poche pagine a tratteggiare con eccelsa capacità narrativa, e soprattutto descrittiva, le contraddizioni del suo tempo, giustapponendo il fascino effimero del “nuovo che avanza” di cui è depositaria la Parigi ottocentesca con lo struggente sentimento di “un tempo che fu” di cui Roma e il suo popolo conservano i più grandi tesori. Gogol’, giocando con la penna e la ricchezza della lingua, lancia una sfida ai pennelli dei più grandi pittori dell’epoca, riuscendo con maestria a ritrarre su una immensa tela immaginaria vedute, ritratti di uomini e donne (in particolare quello di Vittoria Caldoni, qui chiamata Annunziata), panorami, scorci, insieme a dettagli preziosissimi che, insieme alle sue personali considerazioni sul sentimento del tempo e sulla natura degli uomini, ci fanno davvero catapultare dentro a quel mondo, di cui, passeggiando per Roma o affacciandosi dal Gianicolo e dall’Aventino, ancora possiamo respirare la stessa decadente e imponente “grande bellezza”, che ha ispirato Paolo Sorrentino nel film con cui ha vinto il premio Oscar.