Nella Sala Maestra del Palazzo Chigi di Ariccia proporranno un programma musicale per violino e pianoforte dalle molte sfaccettature artistiche, tecniche ed emozionali.
In apertura si potrà ascoltare la Sonata K305 di Mozart, del 1778, costituita di soli due tempi e improntata ad una festosa allegrezza giovanile, e a seguire verranno eseguite altre due Sonate per violino e pianoforte: di Beethoven l’op.30 n.3, del 1802, dal carattere pastorale, in cui viene tratteggiato un rapporto sereno con una Natura benigna, al centro di un mondo panteista, e, nel finale Allegro vivace, in forma di Rondò, l’autore sembra rievocare una scampagnata alla periferia di Vienna; di Grieg l’op.45, terza ed ultima Sonata scritta tra il 1886 e il 1887, che esprime i sentimenti più intimi e crepuscolari della musica popolare norvegese con freschezza di immagini (potremmo definirlo un acquarellista) e naturalezza di linguaggio armonico, quasi preannunciando, a volte, alcune soluzioni e tendenze musicali impressionistiche. Chiuderà il concerto la versione per violino e pianoforte della Tzigane di Ravel, del 1924, definita dal compositore stesso come "un pezzo virtuosistico nel gusto di una rapsodia ungherese". Ravel aveva molto accentuato il gusto del virtuosismo e della tecnica trascendentale per gli strumenti solisti, specie il pianoforte e il violino. Non è azzardato pensare ad una relazione fra questo modo virtuosistico di concepire il solismo strumentale e l'amore, che rasentava la mania, di Ravel per i più complicati giocattoli meccanici. Infatti tutte le più diaboliche acrobazie del violino di Paganini sembrano rinascere nella rapsodia da concerto Tzigane, proprio come se il musicista si fosse proposto di costruire il più ingegnoso e complicato oggetto musicale.
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I Concerti dell’Accademia degli Sfaccendati sono realizzati dalla COOP ART con il patrocinio e il contributo del Comune di Ariccia e il sostegno della Regione Lazio e del Ministero della Cultura