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Toccando il vuoto
 
 
Dove e Quando
Sala Umberto
Via della Mercede 50 - Roma (RM)
Da MAR 24 MARZO 2026 a DOM 29 MARZO 2026 - ore 20:30

Come
Evento per: Adulti, Giovani, Senior
Specifiche pagamento: Per titolari di tessera BiblioPiù delle Biblioteche dei Castelli Romani: riduzione sul biglietto esibendo la tessera al botteghino, fino ad esaurimento dei posti disponibili, e su prenotazione telefonica o via email.
Prenotazione: Si
Email di prenotazione: promozioni@salaumberto.com
Telefono di prenotazione: 0680687234
Per informazioni
Tel: 0680687234
 

LODO GUENZI | ELEONORA GIOVANARDI | GIOVANNI ANZALDO | MATTEO GATTA in

TOCCANDO IL VUOTO una fantasia alpinistica basata sul memoir di Joe Simpson

 

tratto dal romanzo di Joe Simpson | adattamento di David Greig | traduzione di Monica Capuani una produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito |  Argot Produzioni  Accademia Perduta / Romagna Teatri Centro di Produzione Teatrale in collaborazione con AMAT con il contributo di Regione Toscana        

regia di SILVIO PERONI

 

Lodo Guenzi, diretto da Silvio Peroni, è protagonista – insieme a Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta – di Toccando il vuoto, testo del drammaturgo scozzese David Greig, rappresentato per la prima volta in Italia nella traduzione di Monica Capuani e prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Argot Produzioni e Accademia Perduta/Romagna Teatri con il contributo di Regione Toscana. Il tema è quello delle scelte, etiche e non, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza.

 

Tratto da una storia vera, la pièce è ambientata nel 1985 durante la scalata nelle Ande Peruviane, dove gli alpinisti Joe Simpson (interpretato da Lodo Guenzi) e Simon Yates (Giovanni Anzaldo) restano vittime di un incidente durante la fase di discesa che provoca la caduta di Joe in un dirupo. Simon, per non rischiare di precipitare assieme al suo compagno, è costretto a tagliare la corda da arrampicata. La storia si ambienta tra passato e presente, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza, in un tempo e spazio che si fondono costantemente, ponendo il pubblico in un interrogativo costante: “cosa avremmo fatto al posto di Simon?”.

 

Rappresentato per la prima volta in Italia, il testo del drammaturgo scozzese, recensito in maniera molto positiva dalla critica estera, pone alla base dell’opera il tema delle scelte, etiche e non, che circondano gli eventi.

 

Il fatto è che la domanda è sbagliata. Quando ti chiedono, perché scali, la domanda presuppone che stare qui, a inerpicarti sulle rocce, è strano. Ma non è scalare che è strano – è non scalare. Arrampicare è quello che gli esseri umani fanno. Lo fanno da centomila anni – è quello che abbiamo fatto da ancora prima di essere umani – da quando eravamo solo scimmie – ci siamo evoluti mettendo le mani su pietre, rami, trovando un appiglio per tirarci su – guarda un ragazzino qualsiasi – femmina o maschio in un parco-giochi – o su un muro per strada – che fanno – scalano

 

…..Non è scalare che è strano – è la vita normale – vivere in cattività – fare un lavoro – stare a una scrivania – stravaccarsi su un divano con gli occhi vuoti a guardare la TV– è fare jogging – è il mutuo – camicie sintetiche e giacche lucide e leccare il culo a un ventenne

 

– case e macchine – discorsi inutili e cazzate – è la civiltà – è questo che è da pazzi – è questo che è strano – non perché scali? ma perchè non scali?

 JOE, Toccando il vuoto

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LODO GUENZI | ELEONORA GIOVANARDI | GIOVANNI ANZALDO | MATTEO GATTA in

TOCCANDO IL VUOTO una fantasia alpinistica basata sul memoir di Joe Simpson

 

tratto dal romanzo di Joe Simpson | adattamento di David Greig | traduzione di Monica Capuani una produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito |  Argot Produzioni  Accademia Perduta / Romagna Teatri Centro di Produzione Teatrale in collaborazione con AMAT con il contributo di Regione Toscana        

regia di SILVIO PERONI

 

Lodo Guenzi, diretto da Silvio Peroni, è protagonista – insieme a Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta – di Toccando il vuoto, testo del drammaturgo scozzese David Greig, rappresentato per la prima volta in Italia nella traduzione di Monica Capuani e prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Argot Produzioni e Accademia Perduta/Romagna Teatri con il contributo di Regione Toscana. Il tema è quello delle scelte, etiche e non, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza.

 

Tratto da una storia vera, la pièce è ambientata nel 1985 durante la scalata nelle Ande Peruviane, dove gli alpinisti Joe Simpson (interpretato da Lodo Guenzi) e Simon Yates (Giovanni Anzaldo) restano vittime di un incidente durante la fase di discesa che provoca la caduta di Joe in un dirupo. Simon, per non rischiare di precipitare assieme al suo compagno, è costretto a tagliare la corda da arrampicata. La storia si ambienta tra passato e presente, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza, in un tempo e spazio che si fondono costantemente, ponendo il pubblico in un interrogativo costante: “cosa avremmo fatto al posto di Simon?”.

 

Rappresentato per la prima volta in Italia, il testo del drammaturgo scozzese, recensito in maniera molto positiva dalla critica estera, pone alla base dell’opera il tema delle scelte, etiche e non, che circondano gli eventi.

 

Il fatto è che la domanda è sbagliata. Quando ti chiedono, perché scali, la domanda presuppone che stare qui, a inerpicarti sulle rocce, è strano. Ma non è scalare che è strano – è non scalare. Arrampicare è quello che gli esseri umani fanno. Lo fanno da centomila anni – è quello che abbiamo fatto da ancora prima di essere umani – da quando eravamo solo scimmie – ci siamo evoluti mettendo le mani su pietre, rami, trovando un appiglio per tirarci su – guarda un ragazzino qualsiasi – femmina o maschio in un parco-giochi – o su un muro per strada – che fanno – scalano

 

…..Non è scalare che è strano – è la vita normale – vivere in cattività – fare un lavoro – stare a una scrivania – stravaccarsi su un divano con gli occhi vuoti a guardare la TV– è fare jogging – è il mutuo – camicie sintetiche e giacche lucide e leccare il culo a un ventenne

 

– case e macchine – discorsi inutili e cazzate – è la civiltà – è questo che è da pazzi – è questo che è strano – non perché scali? ma perchè non scali?

 JOE, Toccando il vuoto

 
 
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