Presentazione del libro di Marco Lodoli 'Tanto poco', Einaudi editore
La storia, ambientata in una scuola come molti dei suoi libri, è un affresco contemporaneo sulle relazioni odierne.
Una bidella e un professore, due esistenze parallele che forse non s’incroceranno mai, o forse si toccheranno per una notte soltanto, in un abbraccio che profuma d’amore e gratitudine, d’illusione e di oblio. «Tanto poco» basta per essere felici, bisogna solo respingere il mondo e consegnarsi a un’ossessione assurda e bellissima.
Il libro è stato finalista del Premio Viareggio Rèpaci 2024 - Narrativa e presentato da Elena Stancanelli nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2024 con la seguente motivazione: «Tanto poco, l’ultimo romanzo di Marco Lodoli, svela fin dal titolo la sua natura. È un avverbio, un ossimoro, un punto di osservazione che può essere ribaltato. Come la donna in copertina. È una storia che scivola velocissima fino alla fine con la grazia e la spudoratezza che Lodoli ha reso, negli anni, sempre più leggere, esatte, una lingua che pare sognata. In questo romanzo – una peculiare forma di autofiction allo specchio – qualcuno guarda qualcun altro, lo osserva con tenerezza e passione, lo accompagna col suo sguardo lungo una vita intera. Inutile cercare di sapere se l’osservato sia davvero il professore, Matteo, che è anche uno scrittore “che prometteva bene e poi si è smarrito”. Oppure se, come sembrerebbe, la bidella, che racconta la storia in prima persona. “Tanto poco“, come tutti i romanzi di Lodoli, somiglia soprattutto a una fiaba: si legge di un fiato e rimane per sempre. Qual è la strada verso la felicità, qual è la vita che dovremmo vivere, che cosa significa davvero farcela o non farcela? Ma soprattutto: possibile che l’amore non basti?»