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Il futuro del nostro Parco. Per salvare boschi e laghi
 
 
Dove e Quando
Palazzo Sforza Cesarini - Sala delle Armi
Piazzale Sforza Cesarini / Via degli Scaloni - Genzano di Roma (RM)
SAB 23 NOVEMBRE 2024 - ore 16:30

Come
Evento per: Adulti, Giovani, Senior
Ingresso: Gratuito
Prenotazione: No
 
NOTE
A seguire, domenica mattina, passeggiata didattica nel bosco con il prof. Bottacci per capire insieme il tempo e lo spazio delle foreste
Per informazioni
 
Il Comitato Protezione Boschi Colli Albani invita alla conferenza Il futuro del nostro Parco. Per salvare boschi e laghi, a cui è stato invitato anche l'Ente Parco.
 
Se ne parlerà con:
ALESSANDRO BOTTACCI, SCIENZIATO FORESTALE, EX DIRETTORE DEL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI
EMANUELE LORET, BIOLOGO IDROLOGO.
 
A seguire, domenica mattina, passeggiata didattica nel bosco con il prof. Bottacci per capire insieme il tempo e lo spazio delle foreste.
 
 
Dal Comunicato stampa:
 
"Questo grande evento sarà tenuto da dei massimi esperti in scienze forestali e idrologiche, due figure di enorme spessore nel campo della tutela della natura del territorio: lo scienziato forestale ex direttore del parco delle Foreste Casentinesi Alessandro Bottacci e l'esperto idrologo Emanuele Loret che ha realizzato diversi importanti studi sulle falde locali.

Il nostro ente Parco sembra essere totalmente assente, nel senso che nulla fa o dice per difendere i nostri ecosistemi dallo sfruttamento economico: lascia che i boschi siano tagliati intensivamente a ceduo dalle ditte di legname e che la falda acquifera che stiamo rapidamente esaurendo sia sempre più penalizzata da cementificazioni e nuovi prelievi idrici. Nulla sta facendo questo parco per la tutela dei nostri boschi e della loro biodiversità (il 95% del parco è ceduo di castagno quindi legna da tagliare, solo il 5% sono aree protette), nulla sta facendo per salvare i laghi che stanno scomparendo con l'abbassarsi della falda acquifera, nulla sta facendo per la conservazione delle tante e incredibili aree archeologiche che abbiamo. Stanno distruggendo un patrimonio collettivo svendendolo e consumandolo, invece di proteggerlo e valorizzarlo.
 
Sarà nostro ospite a Genzano un massimo esperto in scienze forestali e conservazione delle foreste, il prof. Alessandro Bottacci già direttore di uno dei parchi più belli d'Italia. Tratterà della "gestione" di un parco naturale e spiegherà come valorizzarlo e far crescere boschi sani e biologicamente complessi. Secondo il nostro professore più l'essere umano lascia indisturbati gli ecosistemi più questi prosperano.
Anche il nostro Parco avrebbe bisogno di vaste aree protette e di passare ad una gestione più limitata e sostenibile della silvicoltura che deve rimanere marginale rispetto alle attività di salvaguardia dei boschi.
Nonostante possiamo con certezza affermare che gli alberi hanno un ruolo fondamentale nella lotta alla crisi climatica e che siano preziosi per noi e tutti gli animali, da tempo ormai assistiamo in aree vastissime del Parco dei Castelli Romani al cosiddetto taglio del bosco ceduo.
Ceduo viene dal latino "taglio" e non è altro che disboscamento, una pratica artificiale di abbattimento di alberi per raccogliere e vendere legna, pratica che danneggia gravemente gli ecosistemi boschivi.
Lo scopo del taglio ceduo non è assolutamente il benessere del bosco, il suo unico fine è il profitto ricavato dalle ditte del legname. Perdiamo ogni anno centinaia di ettari di boschi tagliati: considerando che in ogni ettaro ci sono circa 1000 alberi e ne vengono lasciati solamente 50 a dote del bosco i calcoli sulle perdite sono spaventosi.

Ne parleremo con Emanuele Loret, un biologo idrologo che da decenni studia le falde e i laghi del territorio in importanti ricerche e studi in collaborazione con vari enti ed università. Ci parlerà di come l'abbassamento dei laghi non è altro che l'indice più evidente di una grande e preziosa falda sotterranea che si sta prosciugando a velocità incredibile. Tratterà delle cause dell'abbassamento, della connessione tra i boschi e le acque, del consumo di suolo e della gestione idrica nel nostro territorio."

Il dott. BOTTACCI è nato a Figline Valdarno il 24 marzo 1959.
Si laurea in Scienze Forestali presso l’Università di Firenze nel 1984.
Dal 1984 al 1995 collabora con la cattedra di Botanica forestale dell’Università di Firenze occupandosi di verde urbano e di deperimento delle foreste da inquinamento ambientale.
Nel 1987 entra, come Ufficiale, nel Corpo forestale dello Stato, svolgendo servizio presso l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, nella Riserva naturale di Vallombrosa e nelle Riserve naturali Casentinesi.
Nel 2011 è nominato Capo dell’Ufficio centrale Biodiversità presso la Direzione generale del Corpo Forestale dello Stato a Roma.
Dal 2018 è Professore incaricato di Conservazione delle Natura all’Università di Camerino.
Nel 2020 è nominato Direttore del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
È socio ordinario dell’Accademia italiana di Scienze Forestali e Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
Ha al suo attivo oltre 150 pubblicazioni scientifiche ed è membro del consiglio direttivo della SIRF Società Italiana di Restauro forestale (una Società scientifica che si occupa di studiare e diffondere il restauro degli ecosistemi forestali).
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Il Comitato Protezione Boschi Colli Albani invita alla conferenza Il futuro del nostro Parco. Per salvare boschi e laghi, a cui è stato invitato anche l'Ente Parco.
 
Se ne parlerà con:
ALESSANDRO BOTTACCI, SCIENZIATO FORESTALE, EX DIRETTORE DEL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI
EMANUELE LORET, BIOLOGO IDROLOGO.
 
A seguire, domenica mattina, passeggiata didattica nel bosco con il prof. Bottacci per capire insieme il tempo e lo spazio delle foreste.
 
 
Dal Comunicato stampa:
 
"Questo grande evento sarà tenuto da dei massimi esperti in scienze forestali e idrologiche, due figure di enorme spessore nel campo della tutela della natura del territorio: lo scienziato forestale ex direttore del parco delle Foreste Casentinesi Alessandro Bottacci e l'esperto idrologo Emanuele Loret che ha realizzato diversi importanti studi sulle falde locali.

Il nostro ente Parco sembra essere totalmente assente, nel senso che nulla fa o dice per difendere i nostri ecosistemi dallo sfruttamento economico: lascia che i boschi siano tagliati intensivamente a ceduo dalle ditte di legname e che la falda acquifera che stiamo rapidamente esaurendo sia sempre più penalizzata da cementificazioni e nuovi prelievi idrici. Nulla sta facendo questo parco per la tutela dei nostri boschi e della loro biodiversità (il 95% del parco è ceduo di castagno quindi legna da tagliare, solo il 5% sono aree protette), nulla sta facendo per salvare i laghi che stanno scomparendo con l'abbassarsi della falda acquifera, nulla sta facendo per la conservazione delle tante e incredibili aree archeologiche che abbiamo. Stanno distruggendo un patrimonio collettivo svendendolo e consumandolo, invece di proteggerlo e valorizzarlo.
 
Sarà nostro ospite a Genzano un massimo esperto in scienze forestali e conservazione delle foreste, il prof. Alessandro Bottacci già direttore di uno dei parchi più belli d'Italia. Tratterà della "gestione" di un parco naturale e spiegherà come valorizzarlo e far crescere boschi sani e biologicamente complessi. Secondo il nostro professore più l'essere umano lascia indisturbati gli ecosistemi più questi prosperano.
Anche il nostro Parco avrebbe bisogno di vaste aree protette e di passare ad una gestione più limitata e sostenibile della silvicoltura che deve rimanere marginale rispetto alle attività di salvaguardia dei boschi.
Nonostante possiamo con certezza affermare che gli alberi hanno un ruolo fondamentale nella lotta alla crisi climatica e che siano preziosi per noi e tutti gli animali, da tempo ormai assistiamo in aree vastissime del Parco dei Castelli Romani al cosiddetto taglio del bosco ceduo.
Ceduo viene dal latino "taglio" e non è altro che disboscamento, una pratica artificiale di abbattimento di alberi per raccogliere e vendere legna, pratica che danneggia gravemente gli ecosistemi boschivi.
Lo scopo del taglio ceduo non è assolutamente il benessere del bosco, il suo unico fine è il profitto ricavato dalle ditte del legname. Perdiamo ogni anno centinaia di ettari di boschi tagliati: considerando che in ogni ettaro ci sono circa 1000 alberi e ne vengono lasciati solamente 50 a dote del bosco i calcoli sulle perdite sono spaventosi.

Ne parleremo con Emanuele Loret, un biologo idrologo che da decenni studia le falde e i laghi del territorio in importanti ricerche e studi in collaborazione con vari enti ed università. Ci parlerà di come l'abbassamento dei laghi non è altro che l'indice più evidente di una grande e preziosa falda sotterranea che si sta prosciugando a velocità incredibile. Tratterà delle cause dell'abbassamento, della connessione tra i boschi e le acque, del consumo di suolo e della gestione idrica nel nostro territorio."

Il dott. BOTTACCI è nato a Figline Valdarno il 24 marzo 1959.
Si laurea in Scienze Forestali presso l’Università di Firenze nel 1984.
Dal 1984 al 1995 collabora con la cattedra di Botanica forestale dell’Università di Firenze occupandosi di verde urbano e di deperimento delle foreste da inquinamento ambientale.
Nel 1987 entra, come Ufficiale, nel Corpo forestale dello Stato, svolgendo servizio presso l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, nella Riserva naturale di Vallombrosa e nelle Riserve naturali Casentinesi.
Nel 2011 è nominato Capo dell’Ufficio centrale Biodiversità presso la Direzione generale del Corpo Forestale dello Stato a Roma.
Dal 2018 è Professore incaricato di Conservazione delle Natura all’Università di Camerino.
Nel 2020 è nominato Direttore del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
È socio ordinario dell’Accademia italiana di Scienze Forestali e Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
Ha al suo attivo oltre 150 pubblicazioni scientifiche ed è membro del consiglio direttivo della SIRF Società Italiana di Restauro forestale (una Società scientifica che si occupa di studiare e diffondere il restauro degli ecosistemi forestali).
 
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