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Boccascena ovvero le conseguenze dell'amor teatrale
 
 
Dove e Quando
Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice 10 - Roma (RM)
Da MAR 28 FEBBRAIO 2023 a DOM 5 MARZO 2023

Come
Evento per: Adulti, Giovani, Senior
Ingresso: A pagamento
Specifiche pagamento: Riduzioni per titolari di tessera BiblioPiù delle Biblioteche dei Castelli Romani: 20% circa platea e 15% circa galleria per tutte le repliche, inclusi il sabato e la domenica, fino ad esauruimento posti in promozione. Prenotazione telefonica obbligatoria.
Prenotazione: Si
Telefono di prenotazione: 065740170
Per informazioni
Tel: 065740170
Tel: 065740598
 

Di e con César Brie, Antonio Attisani

regia Cèsar Brie

 

interventi musicali Giulia Bertasi, Paolo Brie e Federico Costanza

stendardi e ritratti Marisa Bello - scene e costumi Giancarlo Gentilucci

maschere Andrea Cavarra e Chiara Barlassina - luci Daniela Vespa

produzione Agidi Srl

 

Due uomini di teatro si incontrano per caso dopo tanto tempo, su un palcoscenico che potrebbe essere una zattera nell’altrove. Una figura – il custode del teatro, un regista, il loro erede? – li guida nella scoperta di essere stati in qualche modo legati lungo tutto il corso della vita. In questo ritrovarsi ironico e disincantato, l’enigmatico Servo di scena suggerisce e suona i temi privati e universali che hanno interpretato, chissà se bene o male, nel corso della loro vita. I racconti dei due diventano un viaggio che li porta a fare i conti con se stessi, con le differenze tra loro, con visioni e vicende dell’eterno passato. L’esercizio della sincerità è la loro ultima recita costellata di incidenti, una musica incostante nella quale affiorano le conseguenze dell’amore travolgente per un teatro popolato da mille personaggi e specialmente, in quest’ultimo passaggio, dal Gatto e la Volpe, l’anziana coppia che vorrebbe giustiziare simbolicamente quel Pinocchio che è diventato un “bravo bambino”, il vero vincitore nella realtà storica.

La scombinata narrazione procede per salti e cadute, da un’allegra insofferenza iniziale all’ultima uscita di scena, uno sconsolato matrimonio.

Per astra ad aspera. Fine teatro mai.

Questo lavoro è stato dapprima scritto da un anziano attore e un vecchissimo professore durante la pandemia che ha rinchiuso tutti in casa per molti mesi. Le battute di Volpe non sono state scritte da Volpe e quelle di Gatto da Gatto. È tutto molto più confuso, grazie anche a ciò che è accaduto durante le prove. La stesura del primo copione è stato un esercizio di amicizia, di fiducia, di confronto e polemica con il mondo, di accordo e disaccordo, un esercizio che ha permesso ai due di vivere la solitudine della peste nel calore della creazione. E l’avere provato nell’illegalità e in clandestinità è qualcosa di cui i due vecchi vanitosi vanno fieri. Così come l’aver preparato un’opera teatrale che, per molti versi, non ha precedenti, ma che non farà male a nessuno.

 

 CALENDARIO DELLE REPLICHE

FEBBRAIO

Mar 28 21.00 

MARZO 

Mer 1 17.00  

Gio 2 21.00 

Ven 3 21.00

Sab 4 21.00

Dom 5 17.30

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Di e con César Brie, Antonio Attisani

regia Cèsar Brie

 

interventi musicali Giulia Bertasi, Paolo Brie e Federico Costanza

stendardi e ritratti Marisa Bello - scene e costumi Giancarlo Gentilucci

maschere Andrea Cavarra e Chiara Barlassina - luci Daniela Vespa

produzione Agidi Srl

 

Due uomini di teatro si incontrano per caso dopo tanto tempo, su un palcoscenico che potrebbe essere una zattera nell’altrove. Una figura – il custode del teatro, un regista, il loro erede? – li guida nella scoperta di essere stati in qualche modo legati lungo tutto il corso della vita. In questo ritrovarsi ironico e disincantato, l’enigmatico Servo di scena suggerisce e suona i temi privati e universali che hanno interpretato, chissà se bene o male, nel corso della loro vita. I racconti dei due diventano un viaggio che li porta a fare i conti con se stessi, con le differenze tra loro, con visioni e vicende dell’eterno passato. L’esercizio della sincerità è la loro ultima recita costellata di incidenti, una musica incostante nella quale affiorano le conseguenze dell’amore travolgente per un teatro popolato da mille personaggi e specialmente, in quest’ultimo passaggio, dal Gatto e la Volpe, l’anziana coppia che vorrebbe giustiziare simbolicamente quel Pinocchio che è diventato un “bravo bambino”, il vero vincitore nella realtà storica.

La scombinata narrazione procede per salti e cadute, da un’allegra insofferenza iniziale all’ultima uscita di scena, uno sconsolato matrimonio.

Per astra ad aspera. Fine teatro mai.

Questo lavoro è stato dapprima scritto da un anziano attore e un vecchissimo professore durante la pandemia che ha rinchiuso tutti in casa per molti mesi. Le battute di Volpe non sono state scritte da Volpe e quelle di Gatto da Gatto. È tutto molto più confuso, grazie anche a ciò che è accaduto durante le prove. La stesura del primo copione è stato un esercizio di amicizia, di fiducia, di confronto e polemica con il mondo, di accordo e disaccordo, un esercizio che ha permesso ai due di vivere la solitudine della peste nel calore della creazione. E l’avere provato nell’illegalità e in clandestinità è qualcosa di cui i due vecchi vanitosi vanno fieri. Così come l’aver preparato un’opera teatrale che, per molti versi, non ha precedenti, ma che non farà male a nessuno.

 

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FEBBRAIO

Mar 28 21.00 

MARZO 

Mer 1 17.00  

Gio 2 21.00 

Ven 3 21.00

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