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Laboratorio di Raku con Giuliana Bocconcello
 
 
Dove e Quando
Museo Diffuso - Orto del Pellegrino
Vicolo del Pero 4 - Velletri (RM)
GIO 18 AGOSTO 2022 - ore 20:30

Come
Evento per: Adulti, Giovani, Senior
Ingresso: A pagamento
Specifiche pagamento: 15 €
Prenotazione: Si
Email di prenotazione: info@velletrimuseodiffuso.it
 
NOTE
Attività all'aperto soggetta a modifiche e annullamento in caso di condizioni meteo avverse.
Per informazioni
 
RAKU
 
La storia:
Raku significa gioire il giorno, vivere in armonia con le cose e con gli uomini. Lo sviluppo della ceramica giapponese, di cui il Raku rappresenta un momento determinante, è dovuto essenzialmente all’importanza che assunse l’offerta di una ciotola della bevanda profumata, attraverso un cerimoniale unico che aveva lo scopo di raggiungere un’armonica bellezza, creando un’atmosfera di pace e tranquillità spirituale tra l’ospite e il padrone di casa.
Un’aria mistica circondava questi oggetti ed è in questo clima che si sviluppa in Giappone il Raku, tecnica per produrre le ciotole necessarie alla cerimonia del tè.
Sembra che la caratteristica della tecnica Raku (estrarre i pezzi incandescenti dal forno con le pinze) sia dovuta ad un ceramista del XVI secolo della città santa di Kyoto incaricato di produrre ciotole, il quale di fronte ad una crescente richiesta del mercato, incominciò ad estrarre le ciotole ancora incandescenti dal forno, servendosi di pinze di ferro (spesso gli oggetti Raku portano sulla loro superficie le tracce di tale operazione che quindi rappresenta un elemento di pregio originale); nacque così per caso la tecnica Raku, considerata nel corso dei secoli un modo nuovo di fare ceramica con smalti a base di piombo.
 
La tecnica:
Il Raku dunque è ceramica a bassa temperatura di cottura (800-900 °C); nel momento in cui lo smalto ha raggiunto il suo punto di fusione, gli oggetti vengono estratti dal forno ed introdotti in recipienti o buche nel terreno che contengono foglie – erbe - segatura di legno – stracci. Gli oggetti incandescenti provocano la combustione di questi elementi, formando all’interno dei recipienti un’atmosfera riducente che provoca la formazione di lustri e riflessi dovuti alla reazione chimica degli ossidi metallici presenti negli smalti e nell’argilla refrattaria.
 
L’intento:
A differenza di altre ceramiche in quella raku l’utilizzo esclusivo delle mani permette la libera formazione secondo la sensibilità individuale, nello stesso tempo trasmette calore e sentimento.
Zen e Buddismo si incontrano con il senso estetico del raku . . . . le ciotole per la cerimonia del tè usate dai monaci in quell’epoca trascurano il formale gusto decorativo e creativo, andando al di là della creazione come espressione ideale, concretizzando il concetto di “mu” (nulla) e “mui-ji”(in modo spontaneo) dove le mani dell’uomo rappresentano la vita e l’argilla la madre terra da dove hanno origine tutte le cose.
 
E' un evento dell'APS L'Orto del Pellegrino per l'Ecomuseo della terra amena - Velletri Museo Diffuso.
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RAKU
 
La storia:
Raku significa gioire il giorno, vivere in armonia con le cose e con gli uomini. Lo sviluppo della ceramica giapponese, di cui il Raku rappresenta un momento determinante, è dovuto essenzialmente all’importanza che assunse l’offerta di una ciotola della bevanda profumata, attraverso un cerimoniale unico che aveva lo scopo di raggiungere un’armonica bellezza, creando un’atmosfera di pace e tranquillità spirituale tra l’ospite e il padrone di casa.
Un’aria mistica circondava questi oggetti ed è in questo clima che si sviluppa in Giappone il Raku, tecnica per produrre le ciotole necessarie alla cerimonia del tè.
Sembra che la caratteristica della tecnica Raku (estrarre i pezzi incandescenti dal forno con le pinze) sia dovuta ad un ceramista del XVI secolo della città santa di Kyoto incaricato di produrre ciotole, il quale di fronte ad una crescente richiesta del mercato, incominciò ad estrarre le ciotole ancora incandescenti dal forno, servendosi di pinze di ferro (spesso gli oggetti Raku portano sulla loro superficie le tracce di tale operazione che quindi rappresenta un elemento di pregio originale); nacque così per caso la tecnica Raku, considerata nel corso dei secoli un modo nuovo di fare ceramica con smalti a base di piombo.
 
La tecnica:
Il Raku dunque è ceramica a bassa temperatura di cottura (800-900 °C); nel momento in cui lo smalto ha raggiunto il suo punto di fusione, gli oggetti vengono estratti dal forno ed introdotti in recipienti o buche nel terreno che contengono foglie – erbe - segatura di legno – stracci. Gli oggetti incandescenti provocano la combustione di questi elementi, formando all’interno dei recipienti un’atmosfera riducente che provoca la formazione di lustri e riflessi dovuti alla reazione chimica degli ossidi metallici presenti negli smalti e nell’argilla refrattaria.
 
L’intento:
A differenza di altre ceramiche in quella raku l’utilizzo esclusivo delle mani permette la libera formazione secondo la sensibilità individuale, nello stesso tempo trasmette calore e sentimento.
Zen e Buddismo si incontrano con il senso estetico del raku . . . . le ciotole per la cerimonia del tè usate dai monaci in quell’epoca trascurano il formale gusto decorativo e creativo, andando al di là della creazione come espressione ideale, concretizzando il concetto di “mu” (nulla) e “mui-ji”(in modo spontaneo) dove le mani dell’uomo rappresentano la vita e l’argilla la madre terra da dove hanno origine tutte le cose.
 
E' un evento dell'APS L'Orto del Pellegrino per l'Ecomuseo della terra amena - Velletri Museo Diffuso.
 
 
 
 
 
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